Il Parco Letterario Francesco Petrarca e dei Colli Euganei

Parco Letterario Francesco Petrarca e dei Colli Euganei - Blog panoramic Hotel Plaza Abano Terme

Sui Colli Euganei alla scoperta dei luoghi che ispirarono importanti scrittori, poeti ed artisti.

“Se solo potessi mostrarti il secondo Elicona che per te e per le Muse ho allestito nei Colli Euganei penso proprio che di lì non vorresti mai più andartene”
Francesco Petrarca, Senili, XIX, Lettera a Maggio di Parma (1369)

Fonte d’ispirazione per generazioni di importanti scrittori, poeti ed artisti, la quieta ed incantevole bellezza dei Colli Euganei costituisce ancora oggi una delle principali seduzioni della provincia di Padova.

Dall’amor cortese dei trovatori provenzali, cantori della bellezza di Beatrice e del loro ospite Azzo VI d’Este, all’atmosfera decadente di Bruce Chatwin, insieme a Shelley, Byron e Foscolo il “Parco Letterario® Francesco Petrarca e dei Colli Euganei” permette di riscoprire i luoghi che ispirarono pagine ineguagliabili dei classici più amati e lettere appassionate di poeti e scrittori romantici.

Luoghi che comunicano ancora oggi le sensazioni che un tempo hanno ispirato tanti autori per i loro romanzi, poesie, racconti, e che il parco intende far rivivere al visitatore elaborando interventi che ricordano l’autore, la sua ispirazione e la sua creatività attraverso la valorizzazione dell’ambiente, della storia e delle tradizioni di chi quei luoghi abita.

Colori, sapori e profumi unici introducono ad oasi ambientali, antiche abbazie, castelli, ville, ritiri campestri e altre tappe eccellenti come la casa di Francesco Petrarca (1304-1374) ad Arquà, ultima amatissima dimora del Poeta, le terme già cantate da Claudiano nel IV sec e la Villa dei Vescovi ammirata da Dino Buzzati.

Il “Parco Letterario® Francesco Petrarca e dei Colli Euganei” nasce nel 2012 da Assoturismo Confesercenti Padova, grazie al contributo della Camera di Commercio di Padova, e fa ufficialmente parte della Rete Nazionale dei Parchi Letterari.

Il primo passo del Parco è stato quello di identificare alcuni luoghi letterari attraverso la posa di targhe letterarie. Ne sono un esempio: il testo del brano di Gabriele d’Annunzio tratto dal romanzo “Il fuoco” ad Arquà Petrarca, oppure la targa letteraria con il brano tratto da “Le ultime lettere di Jacopo Ortis” di Ugo Foscolo a Montegrotto Terme.

Successivamente si è voluto dar vita a veri e propri percorsi ed itinerari, nell’area di parte dei colli e delle terme, legati alla presenza di memorie di autori celebri, con l’intento di integrare un importante indotto turistico, quello culturale, con quello già presente paesaggistico e naturale, e di valorizzare le attività commerciali tradizionali di queste zone, attraverso la chiave di lettura della cultura.

Parco Letterario Francesco Petrarca e dei Colli Euganei - Blog panoramic Hotel Plaza Abano Terme

Gli itinerari

Itinerario 1: Monselice, Arquà Petrarca, Este

L’itinerario, che può partire da una qualsiasi delle tre località, tocca tre dei centri più importanti del territorio. Scegliendo di partire da Monselice, la proposta invita a visitare i principali monumenti del centro storico: da Piazza Mazzini, con l’imponente torre del XIII sec. affiancata da tratti di mura egregiamente restaurati, alla Chiesa di S. Paolo (oggi sconsacrata), sede di mostre temporanee, per dirigersi poi verso la salita che porta a Castello Cini.

Lungo il percorso si incontrano Villa Nani Mocenigo (privata), con l’imponente portale in trachite, e l’antica Pieve di S. Giustina, dove Petrarca era canonico. Si arriva così alla via del Santuario delle Sette Chiesette, che fanno di questo colle un “sacro monte”.

Al termine della salita si arriva ad uno slargo dominato dalla villa stessa, dalla settima chiesetta dedicata a San Giorgio e da un’imponente esedra. La scalinata che la fiancheggia conduce alla sommità del colle, dove si può ammirare la Rocca Federiciana e godere di uno splendido panorama.

Proprio questo edificio pare venga descritto da un personaggio molto particolare, Anton Francesco Doni (1513-1574), artista che soleva spostarsi spesso di città in città, tra cui Arquà Petrarca, attirato dalla figura del poeta.

Ed è proprio Arquà Petrarca la seconda tappa di questo primo itinerario.

Lasciata la macchina nel parcheggio inferiore, si sale verso la chiesa che già si intravede, non prima però di aver sostato alla fontana che si trova alla sinistra, dove una scritta sull’arco incita: “O straniero, venera quest’acqua, bevendo la quale il Petrarca poté cantare versi divini”.

Giunti al sagrato della parrocchia di S. Maria Assunta, dove si trova la tomba del vate aretino, l’invito è quello ad entrare e visitare l’interno per ammirare i resti di affreschi di scuola veneto bizantina dell’XI secolo e del 1400 di scuola post-giottesca. È qui che si sono tenuti i funerali del Petrarca, e lui stesso scrisse la dedica che vi si legge: “Questa pietra ricopre le fredde ossa di Francesco Petrarca: accogli, o Vergine madre, l’anima sua, e tu, figlio della Vergine, perdona. Possa essa, stanca della terra, risposare nella rocca celeste”.

Si può cominciare quindi la tortuosa salita verso il borgo superiore, lungo la quale si scorgerà affissa ad una parete la targa letteraria dedicata a D’Annunzio che riprende un passo de “Il fuoco” nel quale si descrive Arquà.

Si arriva così alla piazzetta S. Marco con la Loggia dei Vicari contigua all’antico Oratorio della Santissima Trinità. Nelle vicinanze si scorge la Casa del Petrarca. Petrarca comincia a sistemarla nel 1369 e ci passa gli ultimi anni della sua vita, spegnendosi qui nella notte tra il 18 e 19 luglio 1374 colpito da una sincope. Qui si dedica alla revisione e trascrizione del Canzoniere (l’ultima canzone “Vergine bella che di sol vestita” fu composta prima della fine), ma anche ai Trionfi, alle Senili e continua la corrispondenza con gli amici: l’ultima lettera è indirizzata a Boccaccio.

Usciti dalla Casa, l’itinerario consiglia di fermarsi per un pranzo nei bar e ristoranti del borgo o di sostare per la degustazione dei prodotti tipici in uno dei tanti negozi che vendono il brodo di giuggiola, per poi riprendere l’auto e da Arquà Petrarca proseguire verso Este.

Parco Letterario Francesco Petrarca e dei Colli Euganei - Blog panoramic Hotel Plaza Abano Terme

La visita comincia dal Castello, costruito tra il 1339 e 1340 per volere di Umbertino da Carrara, signore di Padova, che oggi si presenta con le mura di circa 1 km, il mastio e la porta detta “del Soccorso”, e che racchiude dei magnifici giardini pubblici. Attraversandoli si giunge al Museo Nazionale Atestino, dove si può scoprire la civiltà dei Veneti Antichi che hanno fondato la città.

Usciti dal Museo il percorso prosegue fino a piazza Santa Tecla, su cui si erge l’imponente Duomo dedicato all’omonima Santa. Ricostruito alla fine del 1600 da Antonio Gaspari, allievo di Baldassarre Longhena, merita una sosta per la visita interna per ammirare, tra l’altro, la pala d’altare di Gianbattista Tiepolo “La liberazione di Este dall’epidemia di peste grazie all’intercessione della santa”. Qui, inoltre, è situata la tomba di Beatrice d’Este, cantata per la sua bellezza: “Donna Beatrice d’Este, mai nel vostro tempo ho trovato un fiore più bello né migliore. Tanto siete virtuosa che quanto più io vi voglio lodare sempre in voi trovo maggior virtù ch’io non solevo” scrive il menestrello Almeric de Peguilhan.

Uscendo dal Duomo, il suggerimento è quello di fare una deviazione girando in via Zanchi per respirare l’atmosfera che qui attirò Bruce Chatwin, scrittore di viaggi e ospite in Villa Albrizzi. Una volta tornati al Duomo, si può imboccare via Cavour, che con i suoi portici ricchi di negozi offre molte occasioni per lo shopping o per una pausa ristoratrice.

Tornando verso le mura, lasciandole sulla propria destra e fiancheggiandole fino ad imboccare sulla destra la via dei Cappuccini, si raggiunge l’ingresso di Villa Benvenuti, ovvero l’Arco detto “del Falconetto”, il più importante monumento rinascimentale di Este.

Itinerario 2: Battaglia Terme, Montegrotto Terme, Abano Terme, Teolo, Torreglia, Galzignano

Il secondo itinerario del “Parco Letterario® Francesco Petrarca e dei Colli Euganei” propone la visita delle città termali.

Si parte da Battaglia Terme, dove si può ammirare l’imponente Castello del Catajo, solenne residenza voluta dalla famiglia degli Obizzi, con più di 300 stanze, molte delle quali affrescate. Proseguendo in direzione Montegrotto Terme, si erge sulla collinetta di S. Elena la Villa Selvatico, ora Sartori, il cui giardino nel primo Ottocento fu sistemato dall’architetto Jappelli, pare seguendo alcuni scritti del poeta Virgilio, e così si legge in un’iscrizione all’ingresso della villa cinquecentesca: “A Virgilio, il più dolce dei poeti, esperto nella sapienza eleusina, questa immagine del regno tartareo e delle sedi dei beati, tratta dal VI libro dell’Eneide, per opera dell’architetto Giuseppe Jappelli, Augusto Meneghini signore del luogo, avvalendosi della natura, dedicò”.

Parco Letterario Francesco Petrarca e dei Colli Euganei - Blog panoramic Hotel Plaza Abano Terme

Giunti a Montegrotto Terme, da vedere sono i resti archeologici, le antiche terme romane e gli scavi presso l’hotel Neroniane con i resti di una villa del I sec. d.C.

L’itinerario prosegue lungo la strada statale 250 toccando Abano Terme. Qui si visita il Montirone, dove scaturiva la più antica fonte di acqua calda, cantata da Claudio Claudiano nella sua composizione Aponus (IV sec. d.C.): “più bassa di un alto colle, ma piuttosto elevata rispetto alla campagna circostante, con notevole giro, dolcemente si gonfia un’altura ricca di acqua bollente[..] Nel mezzo, come un mare che ribolle per largo tratto, si estende un lago azzurro, con grandissimo giro, che occupa un enorme spazio”. Anche lo scrittore trevigiano Comisso nella sua opera “Veneto felice, itinerari e racconti” ne dà una descrizione particolare: “passando tra Abano e Montegrotto, tocca di vedere scorrere, tra i campi, ruscelletti fumanti e all’incauto immergere delle dita, conviccersi di una temperatura altissima […] qui ritorna la fantasia che vi si annidi tra le zolle il drago respirante zofureo tra le narici”.

Da Abano Terme si prosegue verso Teolo, sede dell’importante Abbazia Benedettina di Praglia descritta nel “Piccolo mondo moderno” del vicentino Antonio Fogazzaro, che ne ha ambientato alcune parti, e di cui offre alcune descrizioni: “[…] quella divina loggetta […] quella bruna e chiesa quattrocentesca, così larga e solida nella sua eleganza […] e qui e qui questo cortiletto divino[…] guardate la grazia infinita dei fregi minuti, vedete le cornici di terracotta, gli archetti trilobati, il melarancio simbolico, e quelle conchigliette, un antico rosario allineato […]”.

Proprio per questa presenza letteraria è stato dedicato il nome dello scrittore alla loggia all’interno del monastero, che conserva gli antichi chiostri, la biblioteca con quasi 100.000 libri, il laboratorio di restauro del libro e un piccolo negozio dove i monaci vendono i loro prodotti soprattutto a base di miele.

Giunti a Teolo si può fare una sosta assaporando le poesie immersi nella natura per poi proseguire in direzione Torreglia fino alla frazione di Luvigliano. Qui si trova la Villa dei Vescovi, riaperta al pubblico grazie al FAI, dopo la donazione da parte della famiglia Olcese, e che Dino Buzzati così ci descrive: “si tratta del palazzo di campagna […]. È uno dei primi esempi di architettura classica nel Veneto. Palladio non si era ancora rivelato […] Sorgono infatti all’intorno alcuni dei migliori Colli Euganei i quali è […] risultano oltremodo puri e misteriosi”.

Prendendo la SP 25 si arriva all’ultima meta: Galzignano Terme, località famosa per Villa Barbarigo a Valsanzibio, uno dei giardini all’italiana meglio conservati in Veneto. L’intera zona è ricca di strutture ricettive termali, sentieri naturalistici e importanti campi da golf.

Per ulteriori informazioni sul “Parco Letterario® Francesco Petrarca e dei Colli Euganei” visita il sito ufficiale dei Parchi Letterari: www.parchiletterari.com