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Le erbette selvatiche dei colli Euganei

Erbette di Campo dei Colli Euganei - Blog - Panoramic Hotel Plaza Abano Terme

In Primavera tornano protagoniste le Erbette Selvatiche. Scopri come riconoscerle, come raccoglierle e come usarle in cucina!

La Primavera è alle porte, e nei campi si trovano già diversi tipi di fiori ed erbe selvatiche. Anche nei nostri Colli Euganei è possibile raccoglierne alcune varietà, ottime da utilizzare per la preparazione di gustosi piatti primaverili.

Basta abbinare un po’ di voglia di camminare a un po’ di competenza e a qualche istruzione per l’uso, per riempire i cestini di piccoli “tesori”.

Ecco una breve lista delle erbe di campo commestibili più interessanti e famose, che si possono trovare sulle nostre colline, con alcuni suggerimenti su come impiegarle in cucina.

Tarassaco o Dente di Leone (Taraxacum officinale)
Nome dialettale: Pissacan o Radicea

Senza dubbio è il più diffuso sulle tavole primaverili ed anche il più facile da raccogliere, in quanto facilmente riconoscibile grazie ai caratteristici fiori gialli. Le foglie più grandi e dure, cotte da sole o assieme ad altre erbette, magari con una dadolata di pancetta o lardo, possono costituire un delizioso contorno di verdura cotta. Le foglie tenere invece, sono ottime come base per una misticanza cruda. Si possono mangiare anche i capolini prima che sboccino, o addirittura metterli sotto sale o sott’aceto come i capperi. Depurante, ricco di proteine, carboidrati, sali minerali e vitamine, il Tarassaco è una vera e propria farmacia del prato!

Tarassaco - Blog - Panoramic Hotel Plaza Abano Terme

Erbette Selvatiche – Il Tarassaco

Ortiche (Urtica Dioica)
Nome dialettale: Ortrighe

Fastidiose piante perenni che possono raggiungere i 200 cm, in genere le ortiche sono odiate da tutti o quasi, per le antipatiche punture che provocano al contatto con la pelle nuda. Tuttavia l’Ortica ha anche molti pregi, e numerose sono le sue porprietà benefiche e curative. Si tratta infatti di una pianta particolarmente ricca di potassio, fosforo, ferro, vitamina A, vitamina C, calcio e potassio. Un tempo veniva utilizzata in erboristeria per ricavarne dei medicinali e addirittura dei tessuti, ma è nella cultura culinaria contadina che ha avuto sempre un ruolo da protagonista. Ottima per la preparazione di risotti oppure per essere cucinata insieme ad altre erbe per contorni dal gusto un po’ amarognolo, ma perfetto per accompagnare secondi di carne. Per raccoglierla non dimenticate i guanti e se non riuscite a consumarla subito, potete anche essicarla e impiegarla per preparare tisane e decotti.

Luppolo (Humulus Lupulus)
Nome dialettale: Bruscandolo

Il Luppolo Selvatico, o meglio i suoi germogli, sono molto utilizzati nella tradizione culinaria veneta. In primavera sono facili da raccogliere e sono l’ideale per insaporire la classica frittata (magari in abbinamento a del formaggio locale), o per preparare zuppe e fantastici risotti. Possono essere gustati anche da soli, conditi con del burro fuso o dell’olio extra vergine d’oliva, per via del loro sapore molto simile agli asparagi. Assomigliano a quest’ultimi anche nell’aspetto, con una lunghezza di circa 20 cm. Tra le loro prorpietà ci sono quelle tonificanti, rinfrescanti, diuretiche e lassative. In più sono ipocalorici. Una volta raccolti vanno utilizzati il prima possibile per poterne apprezzare appieno il sapore, che è veramente molto particolare.

Torta Rustica con Erbette di Campo - Blog - Panoramic Hotel Plaza Abano Terme

Torta Rustica alle erbe spontanee con Silene e Luppolo.

Pungitopo (Ruscus Aculeatus)
Nome dialettale: Bruschi o Bruscansi

I Bruschi, ovvero i germogli del famoso Pungitopo, nascono alla base della pianta stessa ed hanno un sapore leggermente amaro. Completano perfettamente i risotti, oppure, come accade per gli asparagi, possono essere abbinati alle uova sode. Vanno raccolti da fine marzo ai primi di maggio e nell’aspetto non sono dissimili da altri tipi di asparagi selvatici, anche se di colore che tende al violaceo. Durante il raccolto fate attenzione alle spine dei rami, meglio se utilizzate un guanto. In veneto vengono utilizzati anche come condimento ai tradizionali Bìgoli (tipica pasta lunga), assieme a della salsiccia o del salame fresco.

Strigoli o bubboli (Silene Vulgaris)
Nome dialettale: S-ciopet, S-ciopettin o Carletti

In italiano si chiama Strigolo, ma qui in Veneto li chiamiamo Carletti o Sciopeti, per la consuetudine dei bambini di schiacciarli violentemente contro il dorso della mano facendoli, appunto, scoppiare. Sono tra le erbette spontanee maggiormente raccolte nel nostro territorio e per questo motivo non potevamo non citarle. Hanno un colore verde-bluastro e il loro sapore è dolce e delicato, simile a quello dei piselli freschi. In cucina i Carletti vengono consumati cotti insieme ad altre erbe, per le paste ripiene, le torte rustiche, oppure anche in questo caso, nei risotti o negli orzotti. Vanno raccolti prima della fioritura quando la foglia è ancora molto giovane, piccola e tenera.

Orzotto con Carletti - Blog - Panoramic Hotel Plaza Abano Terme

Orzotto con Carletti

Papavero (Papaver Rhoeas)
Nome dialettale: Rosole o Peverel

Le nuove e fresche piantine di papavero che spuntano in primavera nei campi sono un’ottima verdura cotta dal sapore delicato. Non sono semplici da individuare se non si sa che in quel luogo a fine maggio fioriranno i papaveri, e spesso possono essere confuse con un più comune radicchio di campo. Il gusto però è decisamente superiore. Non richiedono una gran preparazione. Le rosette vanno pulite, “temperando” la radichetta come si fa per i radicchi, e una volta ben lavate, vanno sbollentate. Assieme al tarassaco sono le erbette più impiegate nelle cucina popolare, da mangiare appunto cotte, da sole o con altre erbe, e poi ripassate in padella con burro e formaggio, o con aglio, olio e peperoncino. Entrano comunemente in molte tipiche minestre primaverili o nelle frittate.

Infine, visto che anche l’occhio vuole la sua parte, perché non raccogliere qualche fiorellino commestibile come quelli della viola mammola (Viola odorata), dell’albero di Giuda (Cercis siliquastrum) o della margheritina (Bellis perennis)? Doneranno alle vostre insdalate fresche una nota di colore e porteranno a tutti gli effetti la Primavera nel piatto!

Un ultimo promemoria: quando andate a raccogliere le erbette spontanee, prediligete le zone meno frequentate e il più lontano possibile da traffico e inquinamento. Detto questo non ci resta che augurarvi buona passeggiata, ma soprattutto buona raccolta e buon appetito!