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Trekking sui Colli Euganei: il Sentiero del Monte Ortone

Sentiero Monte Ortone - Blog Plaza Hotel Abano Terme

Un facile sentiero con tratti suggestivi ed alcune finestre panoramiche sulla pianura di Abano Terme.

Il Monte Ortone (168 m.), formato da riolite e situato nella parte settentrionale dei Colli Euganei, sorge isolato a est di Tramonte, fra il Monte Rosso a nord e il Colle di San Daniele a sud. Chiamato anche Monte Impero dai locali, per via degli interventi boschivi fatti sul colle effettuati in epoca fascista, il colle è attraversato da una rete di sentieri che permette di compiere l’intero periplo e di accedere direttamente alla sommità.

Di facile percorrenza, il Sentiero di Monte Ortone, con segnavia n° 19 del Parco Regionale dei Colli Euganei, ha come tempo di percorrenza 1 ora e 30 minuti circa. La partenza si trova adiacente al Santuario della Madonna della Salute di Monteortone, località che da Padova, Montegrotto Terme o da Torreglia, è facilmente raggiungibile seguendo le indicazioni per Abano Terme e, di qui, per Monteortone.

Dopo aver lasciato l’auto nel comodo parcheggio, si costeggia il lato destro della chiesa, dove è indicato anche l’accesso alla “Via Crucis”, per iniziare la passeggiata.

Il primo tratto è una salita decisa, ma non difficile, che permette di godere di uno splendido panorama sul sito religioso e su tutta la pianura di Abano Terme.

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Secondo la tradizione l’origine del santuario risale al 1428, quando un soldato di nome Pietro Falco si ritirò in preghiera in questo luogo e vide la Madonna, che gli promise la guarigione di vecchie ferite alle gambe se si fosse bagnato con l’acqua di una vicina fonte. Guarito miracolosamente, Paolo rinvenne tra i sassi una tavola dipinta raffigurante la Vergine con Gesù Bambino e ai lati San Rocco e Sant’Agostino. Diffusasi la notizia del miracolo, un numero sempre maggiore di devoti iniziò a visitare la località, mentre alla Vergine di Monteortone si attribuiva anche la rapida fine della pestilenza che in quel periodo aveva colpito Padova.

Per volontà del vescovo fu realizzato un piccolo oratorio dove fu collocato il dipinto ritrovato da Pietro. Poco tempo dopo un famoso predicatore, Fra’ Simone da Camerino, volle costruire la prima chiesa e un convento i cui frati avrebbero custodito la fonte, l’immagine sacra e il ricordo del miracolo: nacque così una nuova congregazione religiosa, gli Agostiniani della Beata Vergine di Monteortone.

La chiesa inglobò l’originario oratorio e fu consacrata nel 1435; rovinata da un incendio, fu riedificata più grande su disegno di Pietro Lombardo e riconsacrata nel 1495. Oggi si presenta come un’imponente costruzione a tre navate, a croce latina, con una facciata tripartita in cui spicca un grande portale barocco in pietra bianca, opera di Matteo Allio (1667). Sul retro, a sinistra, si trova l’alto ed elegante campanile in stile gotico caratterizzato da un tetto a cuspide. A destra è visibile il luogo della guarigione di Pietro Falco: una piccola grotta, oggi in muratura, a cui si accede da una scaletta, all’interno della quale i pellegrini possono attingere l’acqua (calda) ritenuta miracolosa.

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Lasciata la vista del santuario, il sentiero prosegue seguendo la cresta ed offrendo tratti suggestivi immersi nella fitta macchia mediterranea con abbondante presenza di Erica arborea, Corbezzolo, Nespolo, Ligustro e Bagolaro, mista nel tratto sommitale a Roverella e ai primi castagni.

In Primavera, il sottobosco è ricco di fioriture di Viola canina, Fiordaliso, Silene ciondola e Muscari azzurro. Presso la cima è possibile scorgere invece il minuto Ipocisto comune, una piantina parassita alta pochi centimetri con fiori giallo-arancione. Nel querceto si osservano esemplari di Rovere e di Quercia di Dalechamps. Il castagneto domina il versante settentrionale; è presente anche qualche esemplare di Pino nero austriaco.

Tra le pendici del Colle si possono incontrare alcune specie fungine considerate rare per la zona euganea come il Suillus luteus, forse il più bel fungo appartenente al Genere Suillus; l’Hygrocybe psittacina e l’Hygrocybe helobia, fungo piccolino dallo smagliante color rosso-scarlatto.

Lungo il percorso si aprono tra i rami degli alberi, alcune finestre panoramiche che lasciano scorgere la pianura a nord, le Prealpi Venete e, nelle giornate terse, le cime dolomitiche.

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Raggiunta la cima del colle, con la croce simbolo della vetta, si può oziare qualche minuto nell’area di sosta prima di riscendere lungo il versante ovest, con un percorso panoramico sui Colli Euganei, che alterna tratti di falsopiano a tratti più ripidi e provvisti di scalette su roccia e corrimano.

Da osservare, alcuni vecchi muretti a secco sui terrazzamenti un tempo coltivati dai Frati. Sono inoltre presenti testimonianze della Seconda Guerra Mondiale: un rifugio antiaereo e l’antico chiostro in cui si installò un comando tedesco.

Particolarmente curiosa, ai margini del sentiero, la presenza della “Tana dei Libri”, iniziativa nata per permettere la lettura tramite il libero scambio di testi, sviluppatasi prevalentemente all’interno di ambienti naturali, caratterizzati da silenzio e meditazione.

Dopo alcuni tornanti si raggiunge la strada nei pressi dello scolo Rialto. Da qui inizia un comodo percorso che segue tutto il versante nord, fino a costeggiare il bordo di una vecchia cava di riolite, oggi colonizzata da una vegetazione di un certo interesse e da specie tipiche delle zone umide, come il Pulegio, il Centauro e la Graziella.

In alternativa si può proseguire fino a ricongiungersi con il sentiero che sale dal Santuario, completando l’anello e rientrando a Monteortone.

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Note sul Sentiero

Segnavia Sentiero: n. 19
Lunghezza: 3,6 km
Grado di difficoltà: facile
Dislivello: 150 m

Mappa

Mappa Sentiero Monte Ortone Colli Euganei - Blog Panoramic Hotel Plaza Abano Terme

(photo credit: www.collieuganei.it)