Trekking sui Colli Euganei: il sentiero del Monte della Madonna

Sentiero del Monte della Madonna - Blog Panoramic Plaza Abano Terme

Un sentiero ombreggiato e facilmente percorribile, piacevole anche d’Estate

L’Estate, con le sue giornate calde e afose, potrebbe non essere la stagione ideale per praticare del trekking, tuttavia tra i tanti sentieri presenti all’interno del Parco Regionale dei Colli Euganei ce ne sono alcuni che, grazie a lunghi tratti sottobosco, e quindi ben ombreggiati, si prestano bene a delle passeggiate ristoratrici in mezzo alla natura.

È il caso ad esempio del Sentiero n° 17, ovvero il Sentiero del Monte della Madonna, la cui partenza si trova a 1 km circa dalla Chiesa di Rovolon, lungo via S.Giorgio.

Lasciata l’auto nel parcheggio della chiesa, si prosegue dritti per la via, dopo circa 1,2 km sulla sinistra, davanti a un vigneto, ha inizio il percorso.

Nella prima parte si segue una vecchia pista che in alcuni punti mostra ancora integro l’antico acciottolato e che dolcemente sale in quota lungo i versanti occidentale e meridionale. Il bosco in questo primo tratto è caratterizzato dalla grande presenza di castagno e robinie. Proseguendo, al variare dell’esposizione, si aggiungono gradualmente piante di roverella, orniello, corbezzolo, pungitopo, asparago, cisto a foglia di salvia, erica arborea e terebinto.

Al termine della pista, sulla sinistra il sentiero inizia rapidamente a salire, aggira alcuni affioramenti di trachite e si porta sul versante meridionale. Qui è facile imbattersi in alcuni tratti rocciosi esposti completamente, ricoperti di piante di fico d’india nano (opuntia compressa): bellissimi da vedere durante la fioritura della tarda primavera o in autunno, con il rosso dei frutti.

Giunti ad un incrocio, il tracciato a destra conduce in discesa all’antica chiesetta di Sant’Antonio Abate (1300), patrono protettore degli allevatori e degli animali domestici, nel ‘200 annessa ad un monastero benedettino. Apparteneva ai monaci di Santa Giustina e a ricordarlo vi è anche lo stemma scolpito nella pietra sul timpano del portale d’ingresso: una corona regale su cui si erge la croce, tra un ramo di palma (simbolo del martirio di S. Giustina) e un ramo di ulivo (simbolo di pace).

A fianco della chiesa si apre una grotta naturale, al cui interno si trova una delle sorgenti d’acqua più elevate dei Colli Euganei, mentre sul retro uno spiazzo a prato con panchine invita a fermarsi per una breve pausa ristoratrice, durante la quale poter ammirare lo splendido paesaggio.

Una leggenda racconta che in questa grotta si sia rifugiata ed abbia vissuto Santa Felicita, che avrebbe rinunciato ad agi e ricchezze per condurre in questo luogo una vita eremitica, e le cui spoglie si venerano nella Basilica di Santa Giustina in Padova.

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Proseguendo, si affronta ancora un tratto in salita che termina in corrispondenza di un’ampia piazzola con area attrezzata per il decollo dei deltaplani. Da qui la veduta è davvero meravigliosa e comprende i Colli Euganei, le Prealpi Vicentine e i Monti Lessini.

Lasciata la vecchia strada, il sentiero continua a salire lungo l’antica via che gli abitanti di Teolo percorrevano per recarsi al Santuario della Madonna del Monte (23 metri s.l.m.), monastero mariano dedicato alla Beata Vergine Assunta, che nella costruzione ha assorbito il primitivo eremo di cui si hanno testimonianze fin dai primi secoli dopo il Mille. Luogo di ritiro spirituale, punto di riferimento per eremiti e pellegrini, fu unito da Papa Giulio II nel 1508 all’Abbazia Benedettina di Praglia come sua dipendenza. La chiesa fu poi più volte ampliata e divenne un vero e proprio santuario affidato alle cure di una locale confraternita mariana, la Confraternita della Madonna del Monte, in seguito Confraternita di San Rocco.

Soppresso il Monastero di Praglia con le riforme napoleoniche e poi ancora dallo stato italiano nel 1867, anche il Santuario ne seguì le sorti e fu abbandonato. I Monaci rientrarono a Praglia nei primi anni del ‘900. Il Santuario Monte della Madonna venne solennemente riconsacrato il 6 giugno 1942 dal Vescovo di Padova.

La chiesa moderna conserva parte delle murature dell’antica cappella costruita nel ‘500 che sono state riportate alla luce da un recente restauro.

All’interno, sulla parete centrale del presbiterio, si trova una statua trecentesca della Madonna col Bambino, in pietra policroma, attribuita ad Andriolo de’ Santi. Altre testimonianze artistiche dell’antica chiesa risalgono al XVII secolo, e sono una pala dipinta da Giovanni Battista Bissoni (allievo del Varotari) raffigurante San Rocco e un crocifisso ligneo di autore ignoto.

Dopo un breve tratto di strada asfaltata, il sentiero inizia finalmente la sua discesa, dove il bosco presenta caratteristiche non comuni, con un vecchio ceduo di castagno arricchito di specie rare quali il tiglio, il faggio e la betulla, autentici relitti vegetazionali che in questo luogo fresco e umido hanno trovato una nicchia protetta durante le variazioni climatiche delle ultime glaciazioni.

Si giunge in fine ad un incrocio che da una parte, verso sinistra, riporta rapidamente all’inizio del sentiero, mentre dall’altra, a destra, permette l’accesso a Via San Giorgio, a metà strada tra la partenza del sentiero e la chiesa di Rovolon. Dallo stesso incrocio parte anche la deviazione che si collega al sentiero Rovolon – Sella Fiorine.

Note sul Sentiero

Segnavia Sentiero: n. 17
Lunghezza: 5,4 km
Grado di difficoltà: medio-basso
Dislivello: circa 300 m

Mappa

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